Cassa Rurale della Valle dei Laghi

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I Soci rappresentano per noi la principale ragione d'essere ed il più potente motore di sviluppo. A loro viene riconosciuto un ruolo primario e grazie ad essi la Cassa Rurale mantiene un legame saldo e proficuo col territorio.

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La Cassa Rurale della Valle dei Laghi vuole essere una Banca "su misura" che dialoga con i propri GIOVANI, versatile ed attenta ai loro specifici bisogni:  per questa ragione offre il suo impegno per risolvere i piccoli e grandi problemi, soddisfacendo velocemente tutte le esigenze di tipo bancario ed extra bancario.

Prenota anche tu una consulenza personalizzata con i nostri giovani consulenti, che parlano il tuo linguaggio, sanno capirti e consigliarti al meglio.

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Da sempre la Cassa Rurale da Valore alle idee, fiducia alle iniziative e credito ai progetti perché è una Banca che parte dai Valori mettendo al primo posto, la FAMIGLIA e l'IMPRESA.
Per questo motivo siamo in grado di offrirvi le nostre qualificate consulenze per rispondere ad ogni esigenza con risposte, prodotti e servizi adeguati.

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Vogliamo parlarvi di NOI: una Cassa Rurale che fa parte del sistema del Credito Cooperativo ma che si distingue per innovazione e dinamicità. Conoscerai la storia, gli obiettivi e le prospettive di una realtà di cui andiamo orgogliosi: una Cassa Rurale il cui radicamento significa riconoscersi nelle Comunità servite ed essere riconosciute da esse come Banca del Territorio e delle comunità.

Innovare è ritrovare la speranza

 
Innovare è ritrovare la speranza. Questo in sintesi il messaggio che mi sento di riportare dopo la serata svoltasi a Calavino alla fine di ottobre con Riccardo Luna.
Steve Jobs, un visionario del futuro e non tanto e non solo l’inventore del pc e dell’I phone, era morto da pochi giorni. Una scomparsa importante per il mondo dell’innovazione perché Steve era capace di futuro, di immaginarselo. E l’innovazione è immaginazione, coraggio e speranza.
Spesso le invenzioni hanno bisogno di più tentativi e non possiamo permetterci di fermarci alla prima delusione. In questo nostro mondo spesso ci arrendiamo, facilmente perdiamo la speranza nel domani. Crisi, precariato, mancanza di soldi per la ricerca, governi all’aria e indignazione nelle piazza. Un caos che anziché bloccarci e chiuderci dovrebbe aiutarci a trovare nuove vie, a riscrivere il nostro futuro.
Sono stata a Torino alla fine di settembre per visitare, insieme ad altri ragazzi della nostra valle, Stazione Futuro, ideata da Riccardo Luna. Riccardo Luna lo conoscevo per i suoi articoli su Repubblica.it che parlavano di web e nuove tecnologie, per Wired, una rivista di innovazione che ho imparato a conoscere durante il mio, per ora ultimo, percorso formativo. A Torino abbiamo visto un’Italia del futuro concreta. Un’Italia possibile e reale, però nascosta perché pare che ancora per un po’ in Tv spopoli solo il Grande Fratello.
Invenzioni italiane che cambieranno il corso dei prossimi anni che ci fanno credere e sperare nel domani. Impossibile, vero? Chi parla di speranza ultimamente sono soli i pazzi, gli alieni della società. Ed invece parlare di speranza, come ha fatto Luna a Calavino, sia la cosa più giusta e importante da fare.
C’è bisogno di noi, giovani precari nel lavoro e nella vita, perché da questa precarietà e da questo caos noi possiamo ri-creare, ri-vedere, ri-fondare il nostro futuro. Lo possiamo fare se crediamo in noi stessi prima di tutto e cerchiamo di non arrenderci mai, di ri-metterci in gioco ogni giorno.
Ho imparato molto da questa esperienza e dall’incontro con Riccardo. Mi porto via soprattutto il re-inventarsi sempre, proprio come lui ha fatto nella sua vita. E soprattutto ho imparato a non aver paura delle sconfitte, degli errori perché possiamo sempre rimetterci in cammino per creare o ricreare un mondo nuovo.
E noi giovani della Valle dei Laghi possiamo essere parte di questo innovativo futuro,diventando laboratorio attivo di innovazione sul nostro territorio. Ci stiamo pensando, prima o poi nascerà qualcosa. Certamente non lasceremo cadere nel vuoto quanto appreso da Torino e da Riccardo, perché credo che ognuno di noi, in particolare di noi giovani abbiamo diritto e, in un certo senso il dovere, di condurre la nostra realtà in un futuro migliore.
Chiara Simonetti