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Vogliamo parlarvi di NOI: una Cassa Rurale che fa parte del sistema del Credito Cooperativo ma che si distingue per innovazione e dinamicità. Conoscerai la storia, gli obiettivi e le prospettive di una realtà di cui andiamo orgogliosi: una Cassa Rurale il cui radicamento significa riconoscersi nelle Comunità servite ed essere riconosciute da esse come Banca del Territorio e delle comunità.

"Oggi è domani" - La Cassa Rurale vi porta nel futuro

PRIMO APPUNTAMENTO - Settimana della Cooperazione -
Teatro di Calavino, venerdì 21 ottobre ore 20.30


INCONTRO CON RICCARDO LUNA
INNOVAZIONE E FUTURO
 
In Italia siamo in crisi anche perchè abbiamo avuto troppe modelle e pochi modelli (di comportamento)
a cui ispirarci
.”
Riccardo Luna

 
Tutto è cominciato con una email inviata ai giovani iscritti al portale “Oggi è domani” con oggetto “La Cassa Rurale vi porta nel futuro” con la quale si offriva la possibilità di visitare la mostra più affascinante del momento. In realtà, “Stazione Futuro”, organizzata a Torino nell'ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia, immagina il nostro Paese nel 2020, un “futuro prossimo” dove i 150 progetti allestiti da altrettanti ricercatori e talenti italiani rendono l'idea di come potrà migliorare la nostra qualità della vita.
Spedizione che si è svolta il 24 settembre, quando i 35 giovani della Valle dei Laghi hanno avuto l'occasione di recarsi a Torino e di vedere e toccare con mano in anteprima i prototipi e le intuizioni che ci rivoluzioneranno l'esistenza fra una decina d'anni. (leggi articolo)
Ma le sorprese per i nostri ragazzi non si sono limitate alla visita della mostra futuristica. Durante il viaggio hanno appreso che gli organizzatori - la Cassa rurale ed Etour - sono riusciti nell'intento di portare in Valle dei Laghi Riccardo Luna, il curatore di Stazione Futuro. Occasione straordinaria per potersi confrontare con uno dei massimi esperti italiani di innovazione.

LA SERATA

Riccardo Luna
è stato pertanto il super-ospite della prima giornata della Settimana della Cooperazione 2011. Serata che è stata preparata nei minimi dettagli dagli stessi ragazzi che sulla scorta di quanto visto a Torino hanno colto al volo questa opportunità per dialogare con colui che meglio di chiunque altro crede nel talento italiano e nella possibilità per il nostro paese di riscattarsi dalla crisi vincendo le sfide della competitività.

Salendo sul palcoscenico del teatro di Calavino, Riccardo Luna ha aperto la serata raccontando di sé, delle sue passioni, dei suoi sogni, parlando di speranza e ottimismo in un momento assai delicato per il nostro Paese. Luna si ritiene una persona fortunata in quanto per i suoi ultimi quattro anni ha avuto la possibilità di frequentare la parte migliore del Paese (non ha incontrato politici, calciatori, veline). Si è occupato degli “innovatori d’Italia” e fortunatamente, dice lui, ce ne sono tanti.
Come giornalista di Repubblica ebbe la possibilità di girare il mondo per raccontare la Rete . Tra il 1999 ed il 2000 andò a San Francisco, nella Silincon Valley, a Tokyo, in Australia e infine ad Helsinky.
Nel 2010 gli viene offerta la possibilità di dirigere la rivista mensile Wired pensando all’innovazione in Italia. Ma prima di accettare, per un anno girò l’Italia, tra gli innovatori presenti nelle varie università, centri di ricerca, scuole, tra i vari start-up chiedendo come si poteva fare una rivista dedicata all’innovazione.
In quel periodo Luna si rese conto della grandezza di questo paese.

 
Grazie a Wired ha avuto quindi la possibilità di raccontare l’altra faccia dell’Italia, quella che sa pensare, che sa innovare, che sa guardare al futuro. Come l’inventore di “Bing”, l’alternativa al motore di ricerca google, venduto poi per 100 milioni di dollari. Dice Luna, “oggi chi vince questa cifra al superenalotto viene pubblicato su tutti i giornali, mentre un ragazzo di vent’anni che ha lanciato una startup innovativa venduta dopo appena due anni ad una cifra pazzesca non ha ottenuto nemmeno una riga di attenzione.”
Tutto questo perchè in Italia il modello è “gioca al superenalotto e vinci.. e non inventa la tua impresa, crea valore e cambia il mondo ! “.
Per questo decise di intraprendere la sua avventura lanciando la rivista “Wired Italia” puntando non esclusivamente sulla tecnologia ma raccontando storie, idee e persone che cambiano il mondo. Puntando in gran parte su storie di italiani, luogo dove è più difficile dimostrarlo. E chi ci riesce è quasi un marziano. Per questo dedicò a questi italiani la prima copertina di Wired, mettendo come titolo - “Italiens” - per identificare questi italiani innovatori come “alieni” e pubblicando in copertina la foto di Rita Levi Montalcini che a cent’anni si occupa ancora di ricerca. Una signora straordinaria che Luna ha avuto la fortuna di intervistare.
Un video ha mostrato i passaggi più significativi di questa intervista, dove la stessa Montalcini loda il capitale umano e la ricchezza innovativa delle persone italiane che quotidianamente investono nella ricerca e nel progresso. Per lei la Rete internet rappresenta la più grande invenzione del secolo.
Il corpo faccia quello che vuole, io sono la mente” - frase celebre della Montalcini - è stata applaudita a lungo dal pubblico presente in sala.

 “Questo è un Paese che ha un futuro, che si merita un futuro” - per questa ragione Luna ha accettato di curare la mostra “Stazione Futuro” a Torino per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Con questa Mostra, Luna si è occupato degli innovatori italiani e di un futuro vicino, quello che potremo vivere grazie all’impegno di tutti noi con piccoli e semplici cambiamenti delle nostre abitudini. Ha quindi immaginato l’Italia nel 2020 portando in mostra i migliori progetti, le migliori idee, le migliori ricerche fatte dagli italiani in tutti i posti del mondo. Aggiungendo poi un progetto per finanziare le migliori idee per il futuro, quelle che non sono ancora prototipo o start up. Racconta Luna - “ 150 anni fa, mille giovani hanno scritto la storia della nostra Unità, oggi viviamo in un paese unito ma stanco, vecchio che per ripartire necessità dell’energia di persone in grado di innovare.” Per questo con l’iniziativa “Cerchiamo i nuovi mille”, Luna è riuscito a portare a Torino oltre mille nuove idee per “mettere in moto” questo Paese.

Il 20 novembre 2011 c'è stato l’atto conclusivo con la premiazione delle idee migliori attraverso la formula del “talent show” in barba ai tanti format televisivi di basso livello.
Possibile che in Italia non riusciamo a farci appassionare da una gara di intelligenza e di talento?” incalza Riccardo.

 
Luna si è preso quindi un anno sabbatico per dedicarsi al rilancio innovativo d’Italia che ha bisogno sempre più di “impegnati” e non di “indignati” e questo possiamo ottenerlo quando esiste la “speranza” che ciascuno nel suo piccolo, mettendosi in Rete con gli altri può fare progetti, far passare messaggi positivi.
L’ultima idea lanciata a metà ottobre da Luna si chiama “Wikitalia” che ricorda “wikipedia”. Spiega Luna, “attraverso la Rete è possibile migliorare l’azione delle nostre amministrazioni locali e perfino dei Governi. E’ possibile avere una trasparenza di quello che fanno i nostri governi e i nostri politici (dalle delibere alle attività). Se il cittadino è in possesso delle informazioni può usare delle applicazioni che possono migliorare la qualità della vita. Attraverso questo meccanismo è possibile dare “un valore alla politica” dove la fiducia si alimenta attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.”
Perchè non creare un luogo dove mettere in circolazione le buoni prassi che già esistono? ecco che è nato Wikitalia. Come prima sperimentazione si è proceduto a dare gratis consulenza e strumenti alle amministrazioni che intendono intraprendere questa via ...della trasparenza e della collaborazione per migliorare la qualità della vita.

IL SENSO DELLA VITA

Poi si è calato nel “Senso della vita” attraverso un dialogo con Diego Calzà di Etour per regalare al pubblico altre “perle” di esperienza innovativa.
Alcune immagini proiettate sullo schermo hanno permesso a Luna di raccontare la sua esperienza alla Silicon Valley, esortando i giovani ad andarci in vacanza piuttosto che preferire le mete esotiche.
Un luogo” racconta Luna “dove gli innovatori sono disposti a dialogare e sperimentano quotidianamente progetti che possono davvero cambiare la vita. Queste persone sono disposte al rischio, aspetto che conosciamo poco in Italia. Da noi purtroppo chi sbaglia è un fallito !
Si è poi passati a Steve Jobs che Luna ha definito “personaggio straordinario. Colui che trasformava i sogni in realtà. Ha reso “democratica la tecnologia” decidendo di renderla accessibile a tutti, dai bambini agli anziani.” Anche se per Luna il più grande innovatore resta Tim Berners-Lee l’inventore del web.
Alla domanda, cosa speri di lasciare ai tuoi figli? Luna ha risposto “spero di lasciare dei valori, quelli civici che mi appartengono, e soprattutto la passione per il futuro. Non ci sono limiti a quello che possiamo fare se non quelli che noi stessi ci poniamo. Inoltre il dialogo con il mondo sarà possibile se conosciamo bene l’inglese, la lingua che faciliterà le nostre relazioni.”

IL CONFRONTO CON I GIOVANI DELLA VALLE DEI LAGHI

Spazio infine ai giovani che hanno partecipato alla spedizione di “Stazione Futuro”. Sul palco sono saliti Sara Benedetti, Luca Bolognani, Elisabetta Gianordoli e Jlenia Chistè artefici di un confronto aperto sulle luci e ombre lasciate dall’esperienza torinese. Sara ha toccato con mano le grandi innovazioni ma pensa che le Istituzioni siano un freno alla crescita dell’Italia. Riccardo, su questo aspetto, auspica un ricambio totale della classe dirigente, in grado di stare al passo coi tempi, che sia preparata e disposta al cambiamento.

 
Luca invece è tornato entusiasta e si ritiene fiero di essere italiano; i giovani possono essere davvero degli “agenti del cambiamento” se hanno il coraggio di cooperare e di partecipare. Luna ha prontamente risposto che “non dobbiamo attendere che siano le Istituzioni o gli altri a fare, dobbiamo essere noi che nel nostro piccolo, con piccole azioni quotidiane possiamo davvero fare la differenza”. - Se piove non dobbiamo dire colpa del Governo, ma aprire l’ombrello e andare avanti ! Per una nuova politica servono delle idee, una buona leadership, e tanto impegno.”

 
Elisabetta riferendosi alle scarse risorse per la ricerca e alla tentazione forte di lasciare questo Paese per innovare altrove, ribadisce quando sia importante giocarsi la partita qui e dimostrare tutto il proprio valore. Concorda Luna sostenendo quanto sia utile fare esperienza all’estero per poi rientrare in Italia e avere il coraggio di costruire qualcosa.
Innovatori d’Italia unitevi ! se continuate a giocarvi la partita da soli non andate da nessuna parte. Solo cooperando e creando delle occasioni insieme riusciremo ad emergere. “ questo il pensiero deciso di Luna.

 
Jlenia infine parla della creatività come dote dei visionari che sono anche in grado di fare squadra. In Italia sembra che si fatichi di più sul fare squadra che non sul piano della creatività trovando d’accordo Luna. Si è pertanto ipotizzato la nascita di un laboratorio dell’innovazione nella Valle dei Laghi dove la creatività, le idee, i buoni progetti possano trovare un luogo d’incontro e di condivisione.

 
La creatività nasce laddove c’è scarsità” è stata la risposta di Luna. “Ricordiamo che l’Italia è il paese dov’è nato il microchip, il mouse, l’mp3... a dimostrazione che ne abbiamo fatte di cose ! “.
Luna ha concluso il suo intervento dando un consiglio ai nostri giovani che stanno pensando ad un laboratorio innovativo. Dice Luna, “ con la cultura della rete si possono fare oggetti fisici. La rivoluzione oggi poggia sui FABLAB, ovvero spazi in cui far nascere piccoli e grandi progetti. Fablab è uno spazio in cui tutti posso (co)progettare e realizzare i loro oggetti, esattamente come li vogliono; è il figlio dell’industria da cui ha preso la precisione e la riproducibilità dei prodotti, il nipote dell’artigianato da cui ha preso la progettazione su misura, fratello dell’opensource con cui condivide la filosofia di scambiarsi progetti liberamente!
E’ nata Fablab Italia un’opportunità per chi vuol essere inventore per un giorno! L’essenziale è ritrovare quello spirito con cui da bambini si passavano delle ore a giocare coi lego! Sperimentare, divertirsi e non aver paura di osare!
Serata che per contenuti ed intensità emotiva ricorderemo a lungo.


CONTRIBUTI EXTRA --

-- Innovare è ritrovare la speranza (testimonianza di Chiara Simonetti)

-- Video serata (I° parte)
-- Video serata (II° parte)
-- Video serata (III° parte)







 
Riccardo Luna

La carriera di Luna è costellata di tante attività e successi: Dalla fondazione e direzione del mensile Campus (primo giornale dedicato agli studenti universitari) a quella del quotidiano Il Romanista passando dalla vicedirezione del Corriere dello Sport. Nel febbraio del 2009 diventa direttore della neonata rivista Wired, omonima della rivista americana, che si occupa di tecnologia. Nel 2010 è stato il promotore, tramite la rivista da lui diretta, dell'iniziativa "Internet for Peace" con l'obiettivo di candidare la rete Internet al Premio Nobel per la pace. Il 21 giugno 2011 ha partecipato all'evento Frontiers of Interaction di Firenze in qualià di oratore sul progetto Working Capital di Telecom Italia.

Ha lavorato per 15 anni a La Repubblica, dapprima come collaboratore per poi arrivare a ricoprire il ruolo di caporedattore. Nella sua esperienza all’interno del quotidiano si è occupato tra l’altro di politica interna contribuendo a scoperchiare la tangentopoli romana.
La sua passione per la tecnologia ha radici lontane. Nel 2001 per Repubblica, spende alcuni mesi in giro per il mondo, trascorrendo un periodo nella Silicon Valley per studiare l’Internet Revolution incontrando i “guru” della rivoluzione digitale (Google, Ebay, Microsoft).

Riccardo Luna è stato anche co-autore di tre format televisivi di grande popolarità: Stargate su La7, Futura City e Voyager di Rai 2. La sua carriera di giornalista lo ha portato tra l'altro a realizzare due pubblicazioni di successo: “Chi ha veramente costruito le piramidi e la Sfinge” e “Il segreto di Cheope”, che gli hanno permesso di coniugare due sue grandi passioni: l’archeologia e i suoi misteri e la divulgazione scientifica.