Cassa Rurale della Valle dei Laghi

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I Soci rappresentano per noi la principale ragione d'essere ed il più potente motore di sviluppo. A loro viene riconosciuto un ruolo primario e grazie ad essi la Cassa Rurale mantiene un legame saldo e proficuo col territorio.

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La Cassa Rurale della Valle dei Laghi vuole essere una Banca "su misura" che dialoga con i propri GIOVANI, versatile ed attenta ai loro specifici bisogni:  per questa ragione offre il suo impegno per risolvere i piccoli e grandi problemi, soddisfacendo velocemente tutte le esigenze di tipo bancario ed extra bancario.

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Da sempre la Cassa Rurale da Valore alle idee, fiducia alle iniziative e credito ai progetti perché è una Banca che parte dai Valori mettendo al primo posto, la FAMIGLIA e l'IMPRESA.
Per questo motivo siamo in grado di offrirvi le nostre qualificate consulenze per rispondere ad ogni esigenza con risposte, prodotti e servizi adeguati.

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Vogliamo parlarvi di NOI: una Cassa Rurale che fa parte del sistema del Credito Cooperativo ma che si distingue per innovazione e dinamicità. Conoscerai la storia, gli obiettivi e le prospettive di una realtà di cui andiamo orgogliosi: una Cassa Rurale il cui radicamento significa riconoscersi nelle Comunità servite ed essere riconosciute da esse come Banca del Territorio e delle comunità.

IV° SERATA - PROF. CARLO BORZAGA - SPETTACOLO TEATRALE

20 GIUGNO –
Premiazione degli studenti meritevoli e intervento del Prof. Carlo Borzaga sul ruolo della Cooperativa Sociale. Spettacolo teatrale “En sac de…confusion!” portato in scena dalla Filo “S.Genesio” di Calavino e l’Associazione di Volontariato “Oasi Valle dei Laghi”.
 
 
Con lo spettacolo “En sac de…confusion !”, la filo di Calavino assieme all’Associazione Oasi sono ritornati in scena, dopo i successi di “Attenti al Lupo !” e “Pinocchietto mio”, per far divertire e coinvolgere il pubblico con un nuovo spettacolo.
La rappresentazione, splendida per costumi e scenografie, permette agli spettatori di “ritornare per un momento bambini” facendosi immergere nelle fiabe di un tempo e senza tempo raccontate in maniera del tutto insolita. I vari personaggi entrano in scena, in maniera originale e confusa rispetto agli schemi tradizionali, per suggerire inediti e piacevoli spazi di incontro tra diversità possibili: sul palco, dietro le quinte e nella vita di ogni giorno !.
 

 
Dopo la premiazione degli studenti meritevoli, la serata finale della Settimana della Cooperazione ha avuto come ospite il Prof. Carlo Borzaga che prima dello spettacolo ha parlato del ruolo della Cooperativa sociale.
 
 
 
LE COOPERATIVE SOCIALI
UN MODELLO ATTRATTIVO PER LE GIOVANI GENERAZIONI
 
Quando si parla di Cooperativa sociale si fa riferimento ad una particolare forma di cooperativa che a differenza delle altre cooperative tradizionale (di consumo, di lavoro, agricole, ecc.) non persegue in maniera prevalente l’interesse dei soci ma persegue un obiettivo più ampio che è l’interesse della comunità.
Le cooperative sociali si distinguono in due grandi categorie
-          le cooperative che erogano servizi sociali, educativi, e socio-sanitari
-          le cooperative di inserimento lavorativo, ossia cooperative di lavoratori che hanno come funzione quella di favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà.
 
Il prof. Carlo Borzaga ha spiegato che nel 2005 l’Istat ha censito quasi 8000 cooperative sociali in Italia di cui il 65% della prima categoria (servizi sociali, educativi, ecc.) e occupavano circa 300mila lavoratori remunerati oltre a 35mila lavoratori svantaggiati. E’ forse il settore che in Italia occupa il maggior numero di persone in condizioni di svantaggio con la fornitura di servizi a oltre 4 milioni di abitanti. Ci sono aree in Italia, tra cui anche in Trentino, dove tra il 60-80% dei servizi sociali (assistenza domiciliare, i centri diurni di portatori di handicap, le case di riposo, ecc.) viene garantito da queste forme di cooperative.
 
A proseguito il suo intervento dicendo che nel 2005 il legislatore ha introdotto una nuova forma di cooperativa: l’impresa sociale. Questa nuova struttura comprende tutte le cooperative sociali ma anche tutte le altre cooperative che svolgono attività sociali nell’interesse della comunità. “Per cui oggi è possibile – prosegue il Professore -  “non solo creare cooperative sociali (come previsto dalla legge 381) ma anche cooperative che svolgono servizi molto più ampi delle prime (attività culturali, educative, formazione universitaria, attività di ricerca, attività di servizio allo sviluppo economico)”.
 
Secondo Borzaga, dopo l’attuale crisi la domanda di servizi di interesse collettivo aumenterà. Questo per effetto di una chiara modifica del nostro modello di consumo che ci allontana dalla richiesta di beni classici e materiali e poi per il fatto che gli enti pubblici non potranno garantire dei livelli adeguati di assistenza. Ci saranno pertanto le condizioni favorevoli per lo sviluppo delle cooperative sociali che, gestite in maniera efficiente, potranno rispondere alle nuove esigenze della comunità.
Sostiene infine che “il modello cooperativo in generale, e in particolare il modello della cooperativa sociale che persegue l’interesse generale della comunità, è il modello ideale. Quello che da autonomia ai lavoratori, che consente di autodeterminare la propria attività e che permette  di inventare ed innovare andando a cercare nuovi tipi di attività da svolgere. Sarà sicuramente un modello attrattivo per le giovani generazioni.”
 
 
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PROF. CARLO BORZAGA
Professore ordinario dell’Università di Trento (scienze economiche e statistiche). Attualmente responsabile del corso di studio in economia delle organizzazioni non profit e delle cooperative sociali.
Borzaga è responsabile dell’EURICSE (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises) – la neo costituita fondazione che ha l’obiettivo di promuovere lo studio e la conoscenza delle caratteristiche, il ruolo economico e sociale, le dinamiche, le potenzialità, le modalità di governo e di gestione delle imprese cooperative, sociali e organizzazioni non profit.