Cassa Rurale della Valle dei Laghi

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I Soci rappresentano per noi la principale ragione d'essere ed il più potente motore di sviluppo. A loro viene riconosciuto un ruolo primario e grazie ad essi la Cassa Rurale mantiene un legame saldo e proficuo col territorio.

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La Cassa Rurale della Valle dei Laghi vuole essere una Banca "su misura" che dialoga con i propri GIOVANI, versatile ed attenta ai loro specifici bisogni:  per questa ragione offre il suo impegno per risolvere i piccoli e grandi problemi, soddisfacendo velocemente tutte le esigenze di tipo bancario ed extra bancario.

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Da sempre la Cassa Rurale da Valore alle idee, fiducia alle iniziative e credito ai progetti perché è una Banca che parte dai Valori mettendo al primo posto, la FAMIGLIA e l'IMPRESA.
Per questo motivo siamo in grado di offrirvi le nostre qualificate consulenze per rispondere ad ogni esigenza con risposte, prodotti e servizi adeguati.

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Vogliamo parlarvi di NOI: una Cassa Rurale che fa parte del sistema del Credito Cooperativo ma che si distingue per innovazione e dinamicità. Conoscerai la storia, gli obiettivi e le prospettive di una realtà di cui andiamo orgogliosi: una Cassa Rurale il cui radicamento significa riconoscersi nelle Comunità servite ed essere riconosciute da esse come Banca del Territorio e delle comunità.

II° SERATA - INCONTRO CON IL PROF. STEFANO ZAMAGNI

15 GIUGNO –
Incontro con il prof. Stefano Zamagni
Come affrontare la crisi economica mondiale. La sfida della cooperazione, tra etica e partecipazione.
 
LA CRISI E’ FIGLIA DELLA PASSIONE DELL’AVERE.
LA COOPERAZIONE RIUSCIRA’ A CAMBIARE LE NOSTRE MAPPE COGNITIVE INTRISE DI AVIDITA’
 
La presenza, molto attesa, del Prof. Stefano Zamagni ha arricchito il programma della Settimana della Cooperazione offrendo all’attento pubblico un’analisi chiara e lucida delle ragioni della crisi. Ottimo conoscitore e stimatore del mondo cooperativo ha esaltato la forma cooperativa come strumento indispensabile per scardinare la nostra logica individualista e opportunista.
Il Professore, arrivato in Valle dei Laghi nel primo pomeriggio, con piacere ha avuto l’occasione di visitare alcune cooperative del nostro territorio accompagnato dal Direttore della Cassa Rurale Lino Zanlucchi.
Al termine dell’incontro è intervenuto il Presidente della Cooperazione Trentina Diego Schelfi che si è congratulato con la Cassa Rurale per l’autorevole personalità scelta per  dare nuovo e vigoroso slancio al già proficuo lavoro di sensibilizzazione ai valori della cooperazione, che vede la nostra Cassa Rurale  in prima linea a livello provinciale. 
 
“Le più profonde origini della crisi attuale, sono da ritrovare nell’eccesso di avidità degli operatori economici.” Così ha esordito il professore, spiegando che l’avidità è la passione dell’avere, e questa, coinvolge anche i meno ricchi, come è avvenuto nel caso Maddof. Anche le famiglie comuni, infatti, attirate dalla prospettiva di facili guadagni fino al 40 %, si sono trovate loro malgrado coinvolte. L’avidità alla lunga non paga. Ma come mai, ci si fa ingannare così di frequente?
Secondo Zamagni, ci si è dimenticati dell’antico detto di origini cristiane, -“col sudore della fronte, ti guadagnerai il pane da vivere” - all’origine della ricchezza vi è il lavoro umano, e non la speculazione. Fin dal medioevo, con San Benedetto ed il suo motto “ora et labora,” il lavoro si caratterizza per un’alta funzione sociale, di realizzazione personale e comunitaria al tempo stesso.
Successivamente, senza che si riescano ad individuare delle cause specifiche, si è sviluppata un’ ideologia individualista ed opportunista, che ha sempre più condizionato l’agire dell’uomo economico, ed anche i rapporti nel mondo del lavoro. Ci si è dimenticati che il lavoro e l’agire economico, non si compongono solamente di comportamenti auto-interessati. Il mercato, ha spiegato il professore, è diventato sempre meno libero, e sempre meno un luogo di sviluppo e crescita; è diventato piuttosto il luogo, in cui poter soddisfare i propri interessi e massimizzare le proprie opportunità, anche con avidità. Il mercato moderno è estremamente selettivo ha spiegato, poiché esclude gli attori deboli.
Il professore ha continuato la veloce spiegazione dello sviluppo economico, evidenziando che il mercato non è un entità maligna di per se, perché il mercato può anche essere civile, se è pluralistico, e se esprime una competizione positiva che arricchisce e crea cooperazione fra i vari attori. Il mercato del 1200 dei francescani, infatti,  era il mercato del bene comune, mentre quello capitalistico attuale è piuttosto il mercato del bene totale, fine a se stesso.
Con un semplice aneddoto il professore ha spiegato che il modo naturale di fare impresa è quello cooperativo. La cooperazione infatti è la più naturale associazione di persone che lavorano per lo stesso scopo.  “Ipotizziamo di dover raggiungere un paesino in montagna e di trovare l’unica strada sbarrata da un masso. Impossibilitati a proseguire, siamo raggiunti da altre persone che hanno la nostra stessa meta. E’ naturale che assieme ci si adoperi, in modo cooperativo per spostare il masso, e si possa quindi proseguire tutti il cammino. Se però ci raggiungono persone che non sono interessate alla nostra stessa meta,  non è così scontato si riesca a convincerle del nostro intento“. La cooperazione quindi, ha la caratteristica di tenere unite la dimensione sociale e quella economica, ed assieme a questo sa rispondere alla forte esigenza di libertà di espressione e di partecipazione, che diventa sempre più importante una volta risolti i problemi di una basilare sicurezza economica.
Il Professore ha poi lanciato a tutti i presenti la sfida a “farsi santi nel lavoro”, riconoscendo e sottolineando fortemente l’importanza dell’agire economico, soprattutto in questo momento di crisi. Per fare questo passo estremamente importante però, ha suggerito, è anzitutto necessario cambiare i paradigmi culturali di riferimento. E’ indubbiamente necessario recuperare le nostre conoscenze più vere, mantenendo sempre viva la virtù della speranza che si compone di due caratteristiche fondamentali; la rabbia di vedere le cose che non vanno, ed il coraggio di intraprendere strade nuove per il cambiamento .
 
Alessandro Boninsegna


PROF. STEFANO ZAMAGNI
Uno degli economisti italiani contemporanei più conosciuti e apprezzati all'estero che ha partecipato al Festival dell’Economia di Trento nel 2007.  Professore ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna (Facoltà di Economia) e Adjunct Professor of International Political Economy alla Johns Hopkins University, Bologna Center.Si è laureato nel 1966 in Economia e Commercio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), e dal 1969 al 1973 si è specializzato all'Università di Oxford (UK) presso il Linacre College. Prima di Bologna, ha insegnato all'Università di Parma e tuttora insegna all'Università L. Bocconi (Milano) come professore a contratto di Storia dell'analisi economica.