15 GIUGNO –
Incontro con don Marcello Farina e Luca Zarri
Che senso ha la cooperazione oggi? Il valore della cooperazione tra reciprocità e bene comune.
FIDUCIA, CAPITALE SOCIALE E BENE COMUNE:
sono gli elementi per uscire da questa crisi che ha la sua ragione profonda nell’avidità
Nella serata inaugurale dopo il saluto iniziale del Presidente della Cassa Rurale Elio Pisoni che ha spiegato le ragioni e le aspettative della “Settimana della Cooperazione” è intervenuto il Presidente del Comitato Etico Luciano Bagattoli che in un toccante discorso ha manifestato tutta la sua soddisfazione per l’evento. Sono intervenuti l’Assessore provinciale Franco Panizza ed il dirigente Prof. Romano Turrini dell’Ist. Comprensivo Valle dei Laghi.
Riportiamo alcuni passaggi fondamentali dei dialoghi di Don Marcello Farina e del Prof. Luca Zarri.
“Ma mai come in questo momento è venuto il momento di interrogarsi sui veri bisogni della comunità. La Cooperazione se vuole sopravvivere deve ricominciare dal basso, interrogandosi sui veri bisogni della comunità che non sono soltanto materiali. Oggi diventano primari i bisogni relazionali. ” Ne è convinto Don Marcello Farina che vede nel modello della Cooperazione “un sistema di vita”, una via in grado di cambiare profondamente le relazioni tra coloro che sognano una società più equa, più giusta. Il bene comune, è il bene di ciascuno che diventa di tutta la collettività partendo dal basso e quindi rappresenta l’ideale della Cooperazione. È importante recuperare certi valori come la solidarietà e giustizia che, in questi tempi, non vanno più di moda. Sbagliamo quando vogliamo imitare a tutti i costi quello che fanno gli altri. E’ importante mantenere la propria specificità salvaguardando soprattutto il rapporto con i soci che vanno considerati diversamente dai clienti.
Per il Prof. Luca Zarri invece la crisi “è figlia di una concezione individualista dei rapporti economici, in cui l’uomo egoista vuole solo massimizzare il proprio interesse. In questa crisi sono certamente mancate le regole e la politica. Per uscirne è importante avere fiducia e capitale sociale.”
- Ma cosa si intende per fiducia?
“La fiducia è come l’ossigeno che respiriamo. Tendiamo a darla per scontata in un sistema economico.La fiducia è la capacità di fidarsi degli altri, di decidere di dar luogo ad una contrattazione o transazione anche se non si conosce bene la controparte.”
- Il capitale sociale in cosa consiste?
“È un concetto più ampio rispetto alla fiducia, in quanto comprende le norme sociali, la qualità delle relazioni interpersonali e quindi va anche al di là della fiducia in senso stretto.”- Prosegue Zarri - “se in un territorio guardiamo il numero delle associazioni di volontariato, il numero delle cooperative sociali, o a quei organismi che hanno al centro della loro attività l’aiuto reciproco, ci rendiamo conto di quanto si stia facendo per favorire la relazionalità e quindi la produzione di capitale sociale. La socialità è quindi fondamentale per la crescita economica.”
- La cooperazione trentina ha queste risorse? Cosa deve farle per crescere?
Per Zarri, la Cooperazione trentina rappresenta uno degli esempi principali di impegno virtuoso per lo sviluppo di risorse per il territorio e lo sviluppo locale. “E’ fondamentale puntare sull’identità che diventa il termine chiave; se si riesce a mantenere un proprio profilo identitario chiaro, in linea con i dettati statutari, si potrà quindi produrre quelle che si definiscono le “esternalità positive” ossia dei benefici per l’intera collettività “.
ZOOM – Appunti di una serata
La crisi è solo colpa dei mutui subprime, della globalizzazione, del ruolo passivo della politica, della mancanza di regolamentazione dei mercati? Secondo il Prof. Zarri
dobbiamo attribuire una colpa anche alla mancanza di eticità nei comportamenti.”

Don Marcello Farina sostiene come il mondo sia mutato negli ultimi vent’anni, e sia diventato difficile trovare punti di riferimento condivisibili per tutti. “La tecnica oramai è diventata più importante dell’uomo e pone l’attenzione su ciò che è possibile o impossibile, e non se una cosa è bene o male. La preoccupazione primaria sono diventati i bisogni anziché i valori.E anche l’etica non è unica. Se una volta era immutabile, ora dipende dalla cultura, è dinamica. Oggi l’estetica ha soppiantato l’etica. Chi non ama il bello? Il piacere, i sensi? “.
Luca Zarri parla del rapporto fra etica e affari smentendo il luogo comune che etica e affari siano tra loro in contraddizione. Storicamente l’etica era scontata negli affari, ma poi col tempo si è persa per strada. Ha dominato una visione individualistica in cui l’uomo non si cura dell’altro, punta soltanto a massimizzare il suo interesse e si è chiuso alle relazioni.
Rosalba e Stefania
DON MARCELLO FARINA
Sacerdote, docente di filosofia, studioso di Schleiermacher e Kierkegaard. Tra i suoi libri, apprezzati e amati da un pubblico sempre più vasto: Le parole nel quotidiano. I Vangeli domenicali per i non addetti ai lavori (Milano 2001); Parole che contano. Commento ai Vangeli domenicali; A rinascere si impara. Filosofia per tutti.
PROF. LUCA ZARRI
Ricercatore di Politica Economica e Docente di Economia del Settore Non Profit (Università di Verona)
Docente di Economia delle Organizzazioni Non Profit (Università di Bologna, sede di Forlì).
Autore di diverse pubblicazioni economiche tra cui citiamo “Progettare in un’impresa sociale: analisi e modalità di intervento” ed “Il bilancio sociale e di missione per le organizzazioni non profit”