Cassa Rurale della Valle dei Laghi

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I Soci rappresentano per noi la principale ragione d'essere ed il più potente motore di sviluppo. A loro viene riconosciuto un ruolo primario e grazie ad essi la Cassa Rurale mantiene un legame saldo e proficuo col territorio.

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La Cassa Rurale della Valle dei Laghi vuole essere una Banca "su misura" che dialoga con i propri GIOVANI, versatile ed attenta ai loro specifici bisogni:  per questa ragione offre il suo impegno per risolvere i piccoli e grandi problemi, soddisfacendo velocemente tutte le esigenze di tipo bancario ed extra bancario.

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Da sempre la Cassa Rurale da Valore alle idee, fiducia alle iniziative e credito ai progetti perché è una Banca che parte dai Valori mettendo al primo posto, la FAMIGLIA e l'IMPRESA.
Per questo motivo siamo in grado di offrirvi le nostre qualificate consulenze per rispondere ad ogni esigenza con risposte, prodotti e servizi adeguati.

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Vogliamo parlarvi di NOI: una Cassa Rurale che fa parte del sistema del Credito Cooperativo ma che si distingue per innovazione e dinamicità. Conoscerai la storia, gli obiettivi e le prospettive di una realtà di cui andiamo orgogliosi: una Cassa Rurale il cui radicamento significa riconoscersi nelle Comunità servite ed essere riconosciute da esse come Banca del Territorio e delle comunità.

Cassa rurale di S.Massenza


LE ORIGINI
Verso la fine del 1911, Angelo Bassetti, assieme ad alcuni contadini della zona, prese le disposizioni preliminari per creare nel paese una Cassa Rurale con un raggio consorziale che avrebbe compreso i comuni di Padergnone, Vezzano e Fraveggio-Santa Massenza.
Il 3 marzo 1912 ebbe luogo l'assemblea costitutiva nella quale i 39 soci fondatori dei quattro paesi consorziati approvarono il primo Statuto della "Cassa Rurale Cattolica di Prestito e di Risparmio di Santa Massenza", e nominarono i membri della prima direzione.
Con il secondo Statuto, approvato l'8 dicembre del 1913, il neonato Consorzio acquisì invece un orientamento del tutto libero dalle rigide condizioni imposte dal movimento cattolico organizzato. Lo spirito d'indipendenza che caratterizzava l'Ente venne confermato anche dalla mancata iscrizione dello stesso alla Federazione dei Consorzi Cooperativi di Trento (1927).
Nel primo anno di vita della Società il raggio consorziale si estendeva ai soli paesi di Santa Massenza, Fraveggio, Vezzano e Padergnone. Sarebbe stato comunque inutile allargare l'area di attività oltre la zona suddetta in quanto, al momento della costituzione del nuovo Consorzio, erano già presenti nel Distretto altre Casse Rurali

 Le cariche amministrative e sindacali venivano svolte del tutto gratuitamente, mentre poteva essere assegnata dall'Assemblea generale una retribuzione fissa al solo contabile-segretario. La carica venne assunta da Angelo Bassetti. La direzione era composta da Iginio Bassetti (presidente), da Bonfiglio Poli (vice presidente) e da altri cinque consiglieri che rappresentavano i quattro paesi consorziati: Cesare Beatrici ed Enrico Sommadossi (Padergnone) Cosma Bressan (Fraveggio) e Costante Poli (Santa Massenza).
La prima sede del Consorzio, dal 1912 al 1937, venne istituita in alcuni locali di Casa Bassetti. Fu così che, esplicate le pratiche amministrative necessarie per formalizzare la costituzione della Cassa Rurale, il 21 aprile 1912 si diede inizio alle prime operazioni contabili.

 L'AVVIO DELL'ATTIVITA' NEL DIFFICILE CONTESTO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Il secondo anno di attività rappresentò la concretizzazione delle positive premesse auspicate nel primo. L' incoraggiante consenso riscosso dalla nuova Cassa Rurale negli abitanti della zona si riflettè nelle 20 nuove adesioni registrate durante l'anno: al 31/12/1913 il numero dei soci iscritti al Consorzio raggiunse le 101 unità.
In occasione della votazione del nuovo Statuto avvenuta l'8 dicembre del 1913, venne approvata la proposta della direzione di estendere ulteriormente il raggio consorziale a Lon, Ciago, Margone, Covelo e Calavino. Il 1914 iniziò per la Cassa con l'ampliamento dell'organico dettato dall'esigenza di rendere il direttivo rappresentativo anche dei nuovi paesi inclusi nella sfera consorziale.
I primi mesi dello stesso anno videro l'ingresso di un numero consistente di nuovi soci, tra cui le prime donne. Ma proprio nell'anno in cui l'Ente avrebbe potuto consolidare la propria fiorente attività, i drammatici avvenimenti della storia sconvolsero il normale funzionamento di ogni forma di iniziativa economica: era l'inizio della Prima Guerra Mondiale. L'attività gestionale comunque non venne mai completamente interrotta.
Nel mese di maggio del 1915 si rese necessaria la provvisoria sostituzione del presidente Iginio Bassetti, richiamato alle armi, con Costante Poli, che insieme al vice presidente Bonfiglio Poli, assunse la responsabilità di rappresentare la Società con la delega da parte della direzione di firmare tutti gli atti necessari alla sua attività. L'operatività della Cassa Rurale di S.Massenza subì negli anni successivi un calo sempre maggiore. Negli ultimi anni del conflitto bellico invece (1917/18), la gestione della Società fu travolta indirettamente dal vertiginoso aumento dei prezzi agricoli.

 LE DIFFICOLTA' DELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA E LA RAPIDA RIPRESA
A guerra conclusa la situazione economico-sociale della regione si presentava in tutta la sua gravità. Il problema della conversione monetaria, che sanciva la completa integrazione della regione nel nuovo Stato, venne infatti affrontato solo nella primavera del 1919 e risolto in via definitiva nel febbraio del 1920.
Nel frattempo rimase legale il regime della doppia valuta. Dal periodo bellico 1914/18 il movimento uscì alquanto malconcio. Una cinquantina di Casse Rurali, nelle zone devastate dalla guerra, furono stroncate e di alcune di esse andarono distrutti perfino i registri contabili e i documenti. In questa situazione non fu coinvolta comunque la Cassa Rurale di Santa Massenza che, grazie alla sua continua operatività, non incontrò grossi problemi nel riprendere la normale gestione.
Nel 1922 Angelo Bassetti, promotore e segretario-contabile della Società, dovette lasciare per motivi di salute il suo incarico, e con la delibera del Consiglio di Amministrazione del 24 dicembre venne sostituito dal figlio Beniamino che svolse tale attività con zelo e competenza fino al 1956.
Nel 1924 la sfera consorziale fu ampliata al paese di Ranzo, con l'inclusione del quale, la cornice operativa della Società risultò composta da ben dieci paesi: Santa Massenza, Fraveggio, Vezzano, Padergnone, Calavino, Margone, Lon, Ciago, Covelo e Ranzo.
Il 1926 fu per l'intero sistema cooperativo un anno di forti cambiamenti. Nella notte del 1° novembre infatti, le squadre fasciste occuparono la Federazione dei Consorzi Cooperativi di Trento, i locali del Sait e numerose Casse Rurali e Famiglie Cooperative della regione. La penetrazione fascista nelle istituzioni e nelle società si estese anche in campo finanziario. Per quanto riguarda la Cassa Rurale di Santa Massenza, i riflessi della prevaricazione fascista in campo economico furono minimi.
Nell'assemblea generale dell'8 maggio 1927 venne stabilita all'unanimità l'iscrizione della Cassa Rurale alla Federazione dei Consorzi Cooperativi. L'Ente perciò, dopo ben quindici anni di attività completamente indipendente dalle maggiori istituzioni centrali del movimento cooperativo cattolico, venne ad integrarsi al nuovo assetto organizzativo che i dirigenti della Federazione, legati al partito fascista o da esso controllati, avrebbero predisposto per tutte le cooperative.


 IL CONSOLIDAMENTO DELL'ISTITUTO
La grave crisi internazionale del 1929, si manifestò in Trentino con qualche anno di ritardo, aggravando in modo drammatico le già precarie condizioni economiche. La crisi esplose in regione con tutta la sua violenza nel 1931, che segnò l'inizio di un periodo molto duro anche per il settore cooperativo. Ad essere travolto dalla crisi fu l'intero sistema bancario che dovette subire dei contraccolpi decisivi.
Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale le Casse Rurali trentine erano 141, era cioè scomparso il 32% delle Società attive nel 1930. Per l'Istituto di Santa Massenza i riflessi della crisi non furono così devastanti. Dall'esame complessivo delle voci di bilancio al termine del periodo 1930/35 la Cassa Rurale di S.Massenza dimostrò di aver saputo fronteggiare con estrema efficacia la nuova e delicata situazione che si era venuta a creare. A partire dal 1936, passate le conseguenze più gravi della crisi del settore creditizio, si registrò, in ambito regionale, una lenta ripresa dell'intero sistema economico
La tendenza generale registrata in regione si registrò anche presso la Cassa Rurale di Santa Massenza. Il livello di solidità raggiunto fu il risultato e la ricompensa degli sforzi compiuti dalle varie politiche gestionali adottate nel corso degli anni dalle varie amministrazioni succedutesi alla direzione della Cassa.